L’ORRIDA BELLEZZA

I grandi sentieri di Salvator Rosa
Nel 1641 Salvator Rosa si reca in Toscana dietro solecitazioni dei suoi amici Ugo e Giulio Maffei. Con loro sta circa due anni ospite alla Villa Barbaiano presso Volterra. Nelle frequentissime escursioni su quelle alture solitarie ricava un gran numero di bozzetti e di disegni di solo carbone.
Proprio mentre in Toscana accoglie l’ideale del paesaggio classico, si abbandona anche nella direzione opposta, verso un’arte basata sul brutto o addirittura sull’orrido, creando un paesaggio sconvolto: rocce informi, dirupi, rami secchim alberi contorti.
Lo stesso Rosa usa l’espressione “orrida bellezza” che equivale al brutto poetico, all’irregolare, al capriccioso, al fantastico.